Lasciarsi alle spalle il frullatore, in cui comunque imparare a stare senza farsi male. Imbocchi quella strada, spegni la macchina. Prendi la via dei campi.

Quanto tempo fa l’avevi percorsa, passo passo, come stai facendo ora? Chi eri allora? Chi sei adesso? Non c’è nessuno, solo il treno che accompagna il silenzio e i tuoi passi in mezzo ai campi d’inverno. E il sole che va a morire, affondato tra le nuvole.

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